Howard Zinn è morto ieri, all’età di 87 anni.
Con la sua scomparsa è venuto a mancare un’altro pezzo importante della storia della cultura di Sinistra mondiale.
Metto la S non perché Zinn fosse chissà quale leader o potente, anzi, proprio il contrario: Zinn era, semplicemente, meravigliosamente, un compagno. Come arma aveva il cervello e la tastiera, come scopo raccontare, spiegare, scoprire la vita, le lotte, la sofferenza, le vittorie, le sconfitte del popolo, della gente comune, di quelli di cui quasi sempre al storia (e la politica) non si occupa.
Zinn l’ha fatto in maniera magistrale, e il suo splendido libro Storia del popolo americano (purtroppo privo delle note, per una scelta editoriale ALLUCINANTE) né è l’esempio migliore.
Ci mancherai, compagno.
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